uomo che si tiene la faccia

Cos’è la psicologia

La mente umana è la macchina più complessa presente sulla terra ed è la fonte di ogni pensiero e comportamento umano. La psicologia è la scienza della mente, cioè la disciplina che studia l’attività mentale e il comportamento dell’uomo.

Ma come è possibile studiare qualcosa di così complesso e misterioso come la mente? Anche se non possiamo osservare il pensiero, le emozioni, i ricordi o i sogni, tutto ciò che diciamo, pensiamo o sentiamo è determinato dalla mente; quello che fa la psicologia è usare il comportamento umano per testare le teorie sul funzionamento della mente.

Il termine psicologia, che deriva dal greco “scienza dell’anima“, ha indicato per secoli alcuni aspetti degli studi sull’anima e sullo spirito, concetti astratti della filosofia e della teologia non misurabili scientificamente, nè passibili di osservazione.

Per definirsi come scienza, la psicologia dovette scegliersi, intorno alla metà del IXX secolo, degli oggetti di studio concretamente osservabili; da allora la psicologia indaga una vasta gamma di fenomeni tra cui la memoria, l’intelligenza, le sensazioni, le percezioni, le emozioni, la personalità, il comportamento sociale, la comunicazione, l’intelligenza, lo sviluppo infantile, le relazioni, la malattia mentale e molto altro ancora.

La psicologia: una scienza nuova

La psicologia è una scienza nuova che ha visto la maggior parte dei progressi concentrarsi nel corso degli ultimi 150 anni. Tuttavia le sue origini si possono far risalire all’antica Grecia, 400-500 anni prima di Cristo. I filosofi erano soliti discutere di argomenti ora studiati dalla psicologia moderna, quali la memoria, il libero arbitrio, l’attrazione, ecc.

Gli psicologi studiano i comportamenti umani attraverso la comprensione dei processi mentali, emotivi e di relazione servendosi di:

  • metodi sperimentali (verificando cioè tutte le condizioni che determinano un certo comportamento);
  • osservazioni sul comportamento naturale degli individui nel loro ambiente;
  • dati raccolti sulla vita passata e presente di un individuo;
  • test che forniscono dati da analizzare statisticamente.

La psicologia è una disciplina poliedrica che comprende molti campi di studio quali lo sviluppo umano, la salute, il comportamento sociale, i processi cognitivi, l’educazione, lo sport, ecc.

Storia della psicologia

william WundtIl padre della psicologia moderna è il tedesco Wilhelm Wundt (1832-1920), sostenitore dello studio dell’esperienza immediata, che seppe separare la psicologia dalla filosofia, analizzando il funzionamento della mente con procedure più standardizzate e oggettive; nel 1879 aprì a Lipsia il primo laboratorio di ricerca dedicato alla psicologia.

Negli stessi anni nacque la scuola brentaniana, un altro importante filone della psicologia moderna caratterizzato da un approccio più filosofico e meno scientifico rispetto a quello wundtiano e a cui si ispirarono Freud e la psicologia della Gestalt, basata sul principio della “totalità”.

Negli Stati Uniti la psicologia si diffuse per merito di Edward Titchener, allievo di Wundt e fondatore dello strutturalismo, metodo rivelatosi in seguito inaffidabile, e William James, che sviluppò un approccio conosciuto come funzionalismo. Egli sosteneva che la mente è in continua evoluzione ed è pertanto inutile cercare gli elementi costitutivi dell’esperienza. Questa enfasi sulle cause e le conseguenze del comportamento ha influenzato la psicologia contemporanea.

La psicoanalisi freudiana

Sigmund FreudChi non ha mai sentito parlare di Sigmund Freud? Molte espressioni di uso comune provengono dalle sue teorie: inconscio, repressione, personalità anale, per citarne solo alcune.

Secondo Freud, gli eventi della nostra infanzia hanno un impatto significativo sul nostro comportamento da adulti.

Il padre della psicoanalisi descrisse la mente umana come un iceberg, di cui solo una piccola parte è visibile, cioè il nostro comportamento osservabile, ma è l’inconscio, la parte sommersa della mente, ad avere la maggior influenza sui nostri comportamenti. Per accedere all’inconscio, Freud utilizzava tre metodi principali: l’associazione libera, l’interpretazione dei sogni e il lapsus.

Freud individuò tre luoghi dell’inconscio: l’es, governato dal principio di piacere, l’io, governato dal principio di realtà, ed il super-io, il censore morale.

Un altro aspetto della psicoanalisi freudiana è la teoria delle fasi dello sviluppo psicosessuale (fase orale, anale, fallica, periodo di latenza e fase genitale) che mostra come la sessualità infantile influenzi la personalità adulta.
Durante la fase fallica i ragazzini sperimentano il complesso di Edipo e le bambine il complesso di Elettra. Questi complessi comportano il desiderio del bambino (o della bambina) di avere un rapporto sessuale con il genitore del sesso opposto, permettendogli di apprendere un codice di condotta morale adeguato.

Pur avendo contribuito notevolmente allo sviluppo della psicologia, la psicoanalisi freudiana fu criticata per l’eccessiva enfasi posta sulla sessualità a discapito delle relazioni sociali.

Il comportamentismo

John Broadus WatsonIl comportamentismo fu fondato nel 1913 dallo psicologo americano John Watson sulla base degli esperimenti del fisiologo russo Ivan Pavlov. Questa teoria considera gli individui il risultato del loro ambiente, rifiutando l’idea del libero arbitrio, e si occupa di come i fattori ambientali, chiamati stimoli, influenzino il comportamento osservabile, cioè la risposta. Il comportamentismo riduce quindi il comportamento ad un riflesso condizionato, un semplice meccanismo di Stimolo-Risposta (S-R) e teorizza che l’individuo sia sottoposto a due tipi di condizionamento: classico e operante.

Il condizionamento classico (CC) venne studiato da Pavlov, il quale riuscì a condizionare i cani a salivare al suono di un campanello attraverso ripetute associazioni tra il suono del campanello e il cibo. I principi del CC sono stati applicati a molte terapie. Queste includono la desensibilizzazione alle fobie (esposizione graduale ad uno stimolo temuto) e la terapia dell’avversione.

Schema del cane di Pavlov

Secondo il condizionamento operante, indagato da Skinner, è possibile apprendere un nuovo comportamento se allo stimolo viene associato un rinforzo, che può essere positivo, negativo o una punizione.
Il comportamentismo venne criticato in quanto sottostimava la complessità di alcuni comportamenti umani, come la velocità con cui apprendiamo il linguaggio, in cui sono coinvolti dei fattori biologici.

Psicologia cognitiva

Il fallimento della teoria comportamentista permise l’ascesa del cognitivismo, la corrente oggi predominante in psicologia. Doveva necessariamente esserci una mediazione tra gli stimoli e le risposte, e questa venne identificata nella mente.
Il cognitivismo ruota intorno al concetto secondo cui, per capire il comportamento umano, bisogna capire i processi mentali dell’individuo. In altre parole, gli psicologi cognitivisti studiano la cognizione, cioè l’atto mentale o il processo attraverso cui si acquisisce la conoscenza.
La teoria cognitiva si occupa di funzioni mentali come la memoria, la percezione, l’attenzione, ecc., paragonando il modo in cui la mente elabora le informazioni ad un computer. Sia il cervello umano che il computer, infatti, seguono una procedura di input, o ingresso delle informazioni (stimolo per i comportamentisti), elaborazione e output, o uscita delle informazioni (risposta).

Questo ha portato gli psicologi cognitivi a concludere che la memoria si compone di tre fasi: la codifica, la ritenzione e il recupero.

Quello cognitivista è un approccio estremamente scientifico e in genere utilizza esperimenti di laboratorio per studiare il comportamento umano. Il cognitivismo ha numerose applicazioni, tra cui la terapia cognitiva, basata in parte anche sui principi del neocomportamentismo clinico, e la testimonianza oculare.

Tante teorie con un unico scopo

Altre teorie sono la psicologia umanista, secondo cui il comportamento di un individuo è collegato ai suoi sentimenti interiori e all’immagine di sé, la psicologia biologica, che afferma che la maggior parte dei comportamenti siano influenzati dal DNA che ereditiamo, e la psicologia evoluzionaria, che spiega il comportamento in termini di pressione selettiva e adattamento evolutivo. Negli ultimi anni si è inoltre diffusa la neuropsicologia che mette in relazione i processi mentali e comportamentali ai sistemi anamotici che li rendono possibili.

Ci si potrebbe chiedere perché esistano così tanti e diversi orientamenti. Quello che tutti questi approcci alla psicologia hanno in comune è il desiderio di spiegare il comportamento degli individui sulla base dei processi mentali. Ogni teoria ha i suoi punti di forza e di debolezza e apporta un punto di vista diverso per la comprensione del comportamento umano.