Quando la caduta capelli è eccessiva

La principale differenza tra i capelli (e la peluria) degli esseri umani e il pelo degli animali è che, mentre quest’ultimo ha l’obiettivo di pro­teggere dal freddo, le chiome e la peluria dell’uomo hanno perso que­sta finalità. L’uomo, infatti, contro il freddo ha saputo crearsi un riparo, ha inventato gli indumenti e ha sco­perto il fuoco per riscaldarsi.

I capelli hanno quindi soltanto una finalità ornamentale e simbo­lica. Basti pensare al significato di forza o di seduzione di una lunga chioma fluente. Nella mitologia biblica, l’eroe Sansone perde le forze quando gli vengono tagliati i capelli. Ha invece origini iraniane la storia di Rapunzel (ripresa poi in una celebre fiaba dei fratelli Grimm), la fanciulla prigionie­ra in una torre che permette al suo innamorato di raggiungerla aggrappandosi alle sue lunghissime chiome: in questo racconto i capelli equivalgono alla seduzione.

E c’è un motivo culturale legato al perché presso certe tribù indiane gli uomini tengano i capelli lunghi: le chiome fluenti significano grande saggezza e profondi pensieri.

I capelli lunghi nel sesso femminile sono una forte attrattiva sessuale. Non a caso, secondo gli antropologi le chiome sono una delle principali armi seduttive di una donna, perché alludono a una femminilità giovane e fertile. Nella nostra cultura, anche nell’uomo le chiome folte hanno un significato di mascolinità e seduzione, al punto che quando si comincia a notare un po’ di stempiatura o di pelata, molti preferiscono raparsi a zero, come per dire: sono così virile che non ho bisogno di capelli.

Ci sono tre tipi di problema

In ogni caso, quando i capelli iniziano a diventare deboli, opachi e a cadere oltre il normale, per una persona è un grosso cruccio. Capita all’uomo e ancora di più alla donna, anche se questa è mediamente meno soggetta al problema.

I capelli cadono per diversi motivi e per fortuna in molti casi esiste una cura, che va però iniziata tempestivamente, quando la caduta non è ancora a un livello troppo serio. Alopecia androgenetica, alopecia areata e telogen effluvium: sono le tre malattie dei capelli che, più frequentemente, compor­tano la caduta. Il termine alopecia prende il nome dalla caduta del pelo di certi animali soggetti a muta, come la volpe. Alopecia significa appunto “caduta del pelo della volpe”. Sono soggetti a problemi di caduta sia gli uomini sia le donne, ma il sesso maschile è, per sua stessa natura, più predisposto al problema.

alopecia

L’alopecia androgenetica

Questo disturbo viene anche chiamato calvizie ereditaria o alope­cia seborroica. Si tratta di una malattia molto comune: colpisce oltre 1’80 per cento degli uomini attorno ai sessant’anni, ma inizia a manifestarsi anche molto presto.

Non sono rari casi di ragazzi di vent’anni con problemi di cadu­ta e nemmeno le donne ne sono risparmiate. Circa il 35 per cento delle giovani in età fertile, infatti, è soggetto ad alopecia androge­netica e la percentuale aumenta dopo la menopausa, toccando il 50 per cento.

Nell’alopecia androgenetica, i capelli di fronte, tempie e sommità della testa iniziano a perdere tono, vigore e forza, in modo lento e quasi impercettibile. E invece risparmiata la nuca. Inizialmente la persona interessata non se ne accorge: solo dopo qualche tempo si rende conto di un diradamento delle chiome

Nell’alopecia androgenetica i bulbi piliferi si atrofizzano lenta­mente e, anno dopo anno, non riescono più a “produrre” capelli sani e forti. Essi nascono quindi con fusti sempre più deboli e sot­tili e con un ciclo vitale sempre più breve.

Colpa degli androgeni

L’alopecia androgenetica è causata dall’azione degli ormoni androgeni, soprattutto del testosterone, caratteristico del sesso maschile, ma presente anche nelle donne in piccole quantità.

Il testosterone è prodotto dai testicoli (le ghiandole sessuali maschili) dalle ghiandole surrenali e, in piccola parte, anche dalle ovaie (le ghiandole dell’apparato riproduttore della donna). È l’ormone responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari (come la crescita dei peli e il timbro profondo della voce maschile). Il testosterone circola nel sangue e quindi raggiunge tutti i distretti del corpo, compresi i bulbi piliferi produttori dei capelli.

All’interno della ghiandola sebacea presente nel follicolo pilifero, il testosterone viene attaccato da un enzima, la 5 alfa reduttasi che lo trasforma in deidrotestosterone, una sostanza che danne. già il processo di crescita e sviluppo del capello, rendendolo sempre più debole e sottile.

Nemmeno le donne, comunque, sono immuni da problemi alopecia androgenetica. E questo può succedere sia durante l’ei fertile sia in menopausa, quando, a causa del calo degli ormoni femminili, il testosterone può agire più indisturbato, andando indebolire i capelli.

Non è solo una questione ormonale

Oltre all’azione del deidrotestosterone, esistono altri fatto responsabili dell’assottigliamento e della caduta capelli.

Non è esclusa la presenza di una mutazione genetica che incide sulla crescita corretta dei capelli. Questo gene è presente nelle donne che hanno la tendenza a sviluppare cisti alle ovaie: le ste se donne sono soggette anche a caduta di capelli e diradamento delle chiome.

Infine, potrebbe essere responsabile del problema una scorretta percezione dei messaggi biologici da parte dei recettori nervo: dei bulbi. Nei bulbi piliferi ci sono recettori nervosi in grado e cogliere e interpretare i segnali che provengono dall’organismo essenziali per la crescita e lo sviluppo dei capelli. Secondo studi recenti, alcune persone avrebbero recettori difettosi, che no coglierebbero bene i messaggi specifici diretti ai bulbi.

L’alopecia areata

Area celsi, alopecia totale, alopecia universale: ecco le altre definizioni dell’alopecia areata, una forma di alopecia che esordisce all’improvviso, con la comparsa di chiazze tondeggianti prive e capelli, senza altri sintomi e senza che compaiano reazioni infiammatorie.

Può coinvolgere, nei casi più seri, tutto il cuoio capelluto (alopecia totale) o tutti i peli del corpo (alopecia universale). Può comparire a qualsiasi età anche se privilegia i giovani e rappresenta circa l’1-4% delle motivazioni che spingono a rivolgersi al dermatologo.

Si tratta inoltre di una malattia spesso legata alla genetica: se un genitore ne soffre, il figlio ha la possibilità di esserne soggetto a usa volta.

Un disturbo di origine autoimmune

L’alopecia areata è una malattia di tipo autoimmune, causata dalla risposta immunologica delle cellule di difesa dell’organismo (anticorpi) dirette contro un antigene (cioè un “nemico”) presen­te nel follicolo pilifero.

I fattori che scatenano questa risposta autoimmune nei soggetti geneticamente predisposti sono sconosciuti: può trattarsi di stress, malattie virali, vaccinazioni, infezioni. Nell’alopecia areata il follicolo viene considerato dalle cellule del sistema immunitario come un “nemico” e, di conseguenza, attaccato. La fase anagen si interrompe, il follicolo entra in fase di riposo e il capello finisce per cadere precocemente. La zona più colpita dalle chiazze alopeciche è la regione parie­tale, ossia i lati del capo. Le chiazze si espandono, fondendosi fra loro e, talvolta, in poche settimane cadono tutti o quasi tutti i capelli.

I peli a punto esclamativo sono un segno clinico tipico dell’alo­pecia areata e sono sempre presenti quando la malattia è in fase di attività. Sono evidenti alla periferia delle chiazze in espansione. Questi peli, che cadono in circa 1-2 settimane, indicano che la malattia è in fase di progressione.

Il telogem effluvium

Anche chiamato effluvium telogenico, non è una vera e propria malattia dei capelli, ma piuttosto la manifestazione esterna di uno stress fisico o psicologico. E caratterizzato da un indebolimento generale dei capelli, che appaiono più opachi e sottili.

La caduta si manifesta qua e là nella varie aree del capo, i capel­li assumono anche un aspetto untuoso e possono essere maleodo­ranti.

Qualche volta il telogen effluvium è accompagnato anche da alopecia androgenetica: in questo caso la perdita di capelli si con­centra soprattutto sulla parte anteriore del capo.

Tante cause all’origine

A causare l’ effluvium è una situazione di stress prolungato, come una malattia, il parto e l’allattamento, un lutto, un periodo di superlavoro o di insoddisfazione, una cura con i farmaci.

Il problema può anche essere causato da una dieta sbagliata, per esempio se la persona non assume una quantità sufficiente di sali minerali (soprattutto ferro e magnesio, che contribuiscono alla formazione della cheratina) e vitamine.