Il cervello

Quali disturbi si possono affrontare in uno studio psicologo a Torino

Entrare nello studio di uno psicologo può mettere molto nervosismo nel paziente. Dubbioso in merito alle proprie turbe, timoroso di esporre la propria vita ad uno sconosciuto, ansioso di mettersi a nudo come mai prima di allora.

Ma cosa accade tra quelle quattro mura? Quali disturbi si affrontano?

Esistono 10 diverse tipologie in base all’esperienza e all’esigenza dell’interessato e a seguito di consulenza con le psicoterapeute di www.studiopsicologo-torino.it abbiamo provato a spiegare nel dettaglio alcuni di questi disturbi psicologici, basandoci su quello che abbiamo capito (e su qualche appunto).

Disturbi dell’infanzia

L’infanzia pone le basi per la futura vita da adulto, eventuali problematiche e ripercussioni accadute durante i primi anni di vita possono influire notevolmente e impedire la normale crescita.
Rientrano in questa categoria:

  • il ritardo mentale (inteso come un quoziente intellettivo inferiore alla media) che si esplica con un isolamento del soggetto, scarsa socializzazione e mancanza di autonomia;
  • l’ansia da separazione (scatenata dall’improvviso allontanamento di una persona cara) che provoca un cambiamento nel comportamento del bambino rendendolo ansioso ed eccessivamente legato al genitore o ad un altro elemento della famiglia;
  • il mutismo selettivo (legato alla fobia sociale infantile) che impedisce al bambino di parlare con le persone, eccezione fatta per i genitori o specifici familiari;
  • il disturbo dell’evacuazione (inteso come incapacità di trattenere urina e feci) per i bambini di età superiore ai 4 anni e per un periodo superiore ai tre mesi;
  • i disturbi dell’apprendimento (eccessiva lentezza nell’apprendere nuove nozioni) riscontrabile nel periodo scolastico e formato da una complessità di sintomi e segni a seconda della specificità del disturbo
  • i disturbi dello sviluppo (compromissione dello sviluppo fisico e sociale del soggetto) come autismo e sindrome di Asperger;
  • i disturbi della nutrizione (mancanza di un’alimentazione adeguata) che sono tipici dell’adolescenza ma possono colpire anche pazienti in tenera età o adulti;
  • i tic (semplici e complessi) intesi come una ripetizione involontaria o incontrollata di corpo e espressioni facciali;
  • i disturbi della coordinazione con difficoltà nello svolgere movimenti anche semplici;
  • i disturbi da deficit di attenzione che si caratterizzano per un carattere iperattivo e dirompente del bambino, incapace nel rimanere concentrato o sereno;
  • i disturbi della comunicazione intesi come difficoltà a esprimersi (sia come linguaggio verbale che non);

Disturbi d’ansia

L’ansia è difficile da interpretare e descrivere; molte volte viene rappresentata come una coltre fuligginosa che circonda il soggetto e gli impedisce di respirare serenamente, osservare le cose in maniera nitida e impedirgli di vedere i colori che lo circondano. L’ansia impedisce una vita normale e imprigiona il paziente in un mondo di timori e angoscia. In questo tipo di disturbo ritroviamo tutte le fobie legati a persone, oggetti e contesti (claustrofobia, agorafobia, ecc.), attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo e da stress.

Disturbi dell’umore

Le cause di questo disturbo sono molteplici, da quelle familiari all’uso di sostanze stupefacenti, e sono accomunate dall’impossibilità di avere una normale vita sociale, professionale e affettiva. Si parla di depressione o di disturbo bipolare a seconda dei sintomi.

Disturbi del sonno

Donna che dormeI ritmi circadiani sono meccanismi fisiologici che regolano il sonno e la veglia, in alcuni soggetti possono essere falsati a causa di problemi ormonali o psicologici.

Rientrano in questa categoria:

  • i disturbi dei ritmi circadiani, in cui il soggetto ha ritmi disorganizzati rispetto a quelli normali ritrovandosi ad addormentarsi e svegliarsi in orari diversi;
  • l’insonnia ovvero l’incapacità di dormire, pur sentendone il bisogno;
  • l’ipersonnia intesa come un esagerato bisogno di dormire (più di 12 ore al giorno);
  • la narcolessia rappresentata da un sonno improvviso, anche durante un’attività quotidiana e/o lavorativa;
  • il bruxismo inteso come il digrignamento dei denti durante il sonno, causa di malessere fisico a causa del consumo dei denti e del sollecitamento continuo del cranio;
  • gli incubi notturni e il pavor nocturnus che provocano visioni terribili che privano il soggetto della sua tranquillità, la differenza tra le due è che nel secondo caso non si ricorda nulla di quanto sognato;
  • il sonnambulismo caratterizzato da un’attività motoria priva di coscienza;
  • le gambe senza riposo, questa sindrome provoca spasmi, crampi e fastidi agli arti inferiori, senza capacità di controllo;
  • l’enuresi, ovvero la perdita incontrollata di urina in soggetti di età maggiore ai 4 anni;
  • i disturbi della respirazione, le persone che soffrono di questi disturbi russano o smettono improvvisamente di respirare (apnea notturna).

Disturbi del controllo degli impulsi

In questa categoria rientrano quei disturbi curati dallo psicologo in cui il soggetto compie azioni sbagliate senza capacità di frenarsi, a discapito della sua sicurezza e di quella altrui.
Basti pensare alla piromania (pulsione incontrollabile nell’appiccare il fuoco), la tricotillomania (strapparsi peli e capelli), cleptomania e shopping compulsivo (rubare oggetti e acquistare oggetti anche se non si ha la disponibilità economica) e il disturbo esplosivo (reazione esagerata e violenta improvvisa).

Disturbi di personalità

I disturbi di personalità raggruppano una grande quantità di disturbi, convenzionalmente suddivisi in 3 gruppi generali:

  • Tipo A con personalità eccentriche (disturbi di tipo schizoide, schizotipico e paranoide);
  • Tipo B con personalità eccessivamente drammatiche ed empatiche (disturbi di tipo borderline, istrionico, antisociale e narcisistico);
  • Tipo C con personalità ansiose (disturbi di personalità di tipo ossessivo-compulsivo, dipendente ed evitante).

Disturbi alimentari

Tipici dell’età adolescenziale ma presenti, in forma più rara, anche negli infanti e negli adulti.
I due grandi esempi sono l’anoressia e la bulimia caratterizzati rispettivamente da una mancata alimentazione e da un’alimentazione eccessiva a cui segue un vomito indotto nel tentativo di eliminare subito i nutrienti introdotti. Lo scopo è controllare il peso a causa di una concezione negativa del proprio corpo, reo di essere grasso (anche se nella realtà non è così).

Demenza

Questo disturbo è tipico dell’anziano e si esplica con un ritardo del linguaggio, rallentamento della capacità di calcolo e ragionamento, perdita del riferimento spazio-temporale. La causa è il graduale degeneramento dell’attività cerebrale. Molto spesso è una conseguenza di una patologia (HIV, Morbo di Parkinson, Alzheimer, ecc) o indotta da sostanze. Questo disturbo difficilmente può essere curato da uno psicologo.

Disturbi somatoformi

Sono quei disturbi fantasmi, in cui il soggetto avverte dolori fisici che in realtà non esistono. Questo non significa che il paziente dello psicologo inventi i suoi sintomi, in quanto essi sono percepiti come reali.
Può esplicarsi attraverso una somatizzazione (con più sintomi e dalla lunga durata), un’indifferenziazione (quando i sintomi durano 6 mesi senza alcuna causa eziologica), una conversione (con problemi motori e percettivi), algie (dolori generalizzati), ipocondria (paura di ammalarsi o avere una grave patologia) e dismorfismo corporeo (alterata percezione del proprio corpo).

Psicosi

La mole AntonellianaNella psicosi, il paziente dello studio psicologico perde la percezione di se stesso e ciò che lo circonda. Vive in un mondo tutto suo e si estranea dalla realtà, anche a causa di allucinazioni e paranoie.
Rientrano in questa categoria la schizofrenia, disturbo schizofreniforme (si differenzia dal precedente per la durata massima di 6 mesi), schizoaffettivo (si presenta quando la schizofrenia si associa ad un disturbo dell’umore), delirante e psicotico.


I campi sondati dallo psicologo ricoprono un ampio spettro, per essere sicuri di trovare la causa o una serie di motivazioni che hanno portato ad un particolare disturbo. Rivolgendosi ad uno studio psicologo di qualità a Torino si avrà la certezza di essere ascoltati, compresi e aiutati in un percorso personale privo di critiche e giudizi, il cui fine è il miglioramento della condizione di salute.