Il peperoncino, il finocchio e le noci: tre alimenti che fanno bene

Forse qualcuno se lo sarà già chiesto: perché il capsicum annuum (meglio noto come peperoncino), con i suoi riconosciuti effetti vasodilatatori sul sistema circolatorio (il cosiddetto ‘effetto scaldante’), è molto più diffuso nella cucina nei paesi caldi che in quella dei paesi nordici?
È molto semplice.
Innanzitutto, nei paesi molto freddi una eccessiva vasodilatazione porta alla rapida dispersione di calorie; è anche per questo che si sconsiglia vivamente di bere alcolici prima di uscire al freddo.
Nei paesi caldi (soprattutto quelli della fascia equatoriale, ma anche in quella mediterranea) i motivi che stanno alla base della sua diffusione sono molteplici. Il peperoncino disinfetta: è quindi un ottimo antisettico per i cibi con i quali viene a contatto, soprattutto in presenza di scarse condizioni igieniche o di cibi esposti al caldo, con tempi di deperimento relativamente brevi. L’azione disinfettante è attiva anche a livello dell’apparato digerente dell’uomo.
Il principio attivo del peperoncino, la capsicina, può provocare sudorazione più o meno abbondante in presenza di medie e alte temperature. Il sudore è il canale elettivo di eliminazione di parecchie tossine presenti nell’organismo umano, specialmente nello strato sottocutaneo. Recenti studi riguardano l’influenza sul sistema immunitario: pare che ogni qualvolta le papille gustative percepiscono il senso di piccante, il sistema immunitario si attiva rinforzando determinate difese, come se stesse ricevendo l’attacco da parte di germi e batteri atti a provocare danni all’organismo.

I semi di Finocchio

Il Foeniculum Vulgare appartiene alla famiglia delle ombrellifere come la carota, l’anice e la pastinaca. Le ombrellifere si riconoscono dalla gradevole infiorescenza aerea a forma di ombrello.
Ciò che piu ci interessa in erboristeria è il frutto del finocchio che erroneamente viene chiamato seme.
È ricco di olio essenziale. Viene utilizzato in varie forme ed estratti come digestivo e carminativo (elimina l’aria nell’intestino data dalle fermentazioni indesiderate).

Viene usato come espettorante in molti sciroppi e tisane contro la tosse.
Ha proprietà antispastiche e antibatteriche, quindi è un buon disinfettante.
Nelle tisane che vengono date alle donne che stanno allattando tende ad aumentare la secrezione lattea e regolarizzare l’intestino della mamma.
I principi attivi del finocchio rendono piu gradevole il latte anche al neonato e lo aiutano contro le famose fermentazioni intestinali .
Molteplici e conosciutissimi sono gli usi come spezia da cucina oltre che per il sapore particolare, per le proprieta’ disinfettanti e quindi conservanti dei cibi.

La noce? Non solo in inverno

Affinché la nostra diventi un’alimentazione equilibrata, è necessario prendere l’abitudine di consumare frutta secca e di non limitarne l’uso nel solo periodo natalizio o invernale. Ovviamente, dato l’elevato contenuto calorico, bisogna fare attenzione a non abusarne: una manciata di frutta secca mista nell’insalata o da sgranocchiare a merenda è sufficiente e non fa ingrassare.

noci

Tutta la frutta secca in generale è una insostituibile fonte di nutrienti. Andando nello specifico, vogliamo qui illustrare le proprietà nutritive e curative della noce, riservandoci di illustrare gli altri tipi di frutta secca in altri articoli. La noce (quella come comunemente mangiamo è il suo frutto, ossia il seme della pianta) è un prezioso alimento: contiene fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro, calcio, vitamine A, B e C. In erboristeria non si utilizza solo il frutto, ma anche le foglie e il mallo, cioè lo strato esterno, che viene eliminato prima di mettere in commercio la noce e che costituisce la ‘polpa’ del frutto. I preparati erboristici ad uso interno a base di noce hanno proprietà amaro-toniche (quindi digestive), astringenti per l’intestino (utili quindi nella cura di episodi diarroici) e sfiammanti. Quelli ad uso esterno, invece, hanno ottime proprietà antisettiche, cicatrizzanti e astringenti: sono utili in caso di eczemi, tagli e ferite infette. Vi proponiamo, qui di seguito, alcuni metodi casalinghi per scoprire i benefici della pianta di noce e dei suoi frutti:

Infuso di foglie di noce

Proprietà: digestiva, anti-infiammatoria, astringente
Uso: interno
Ingredienti: 15-20 grammi di foglie di noce essiccate
Preparazione: Ponete le foglie in una ciotola, versateci sopra mezzo litro di acqua bollente e lasciate in infusione per mezz’ora; passate al colino l’infuso e bevetene 4 tazze al giorno, sia caldo che freddo; se il sapore non vi piace, aggiungete un cucchiaino di miele di castagno.

Decotto di foglie di noce

Proprietà: anti-infiammatoria, antisettica, cicatrizzante
Uso: esterno per impacchi, gargarismi o lavaggi
Ingredienti: 50 grammi di foglie di noce essiccate
Preparazione: Fate bollire per un quarto d’ora le foglie di noce in un litro d’acqua; spegnete il fuoco e fate intiepidire. Prima di usarlo, passatelo al colino per eliminare le foglie di noce


La mancanza di misura che alimenta l’obesità

Nel poemetto “Il Giorno“, pubblicato tra il 1763 e il 1801, Giuseppe Parini sferza con amaro sarcasmo la frivola giornata del “giovin signore”, seguendone di passo in passo “la superbia prepotente e il lusso” e “la turpe mollezza”. Di famiglia patrizia, il signore si sveglia quando il sole è già alto e deve subito decidere – atroce dubbio! – quale bevanda consumare per colazione. D’abitudine la scelta cade su una tazza di cioccolato. Ma se “troppo intorno alle vezzose membra adipe cresce”, cioè se il signore tende ad ingrassare, il giovane opta allora per un caffè. Nel contesto settecentesco, finemente descritto da Parini, la rotondità delle forme è una sorta di felice prerogativa dei ricchi, siano essi uomini o “gravi per molto adipe dame”: la grassezza è considerata espressione di benessere fisico e di potenza sociale, contrapposta alla denutrizione del “mortal vulgo”. Ciononostante, la voluttà mangereccia del “giovin signore” ha dei limiti. E quando la pinguedine eccede, la cioccolata deve lasciare il posto al meno calorico caffè. A giudicare dall’elevata diffusione del fenomeno, l’obesità sembra essere ancora oggi – come all’epoca dei Lumi – una sorta di attributo positivo. Al quale, troppo spesso, non si associa nessun freno, neppure minimo, come quello proposto dal Parini.

La famiglia Cicciottachis, emblema della nostra società

Gli esempi possibili di sfrenatezza alimentare, con conseguente scempio di corpi, sono molteplici. In questi giorni vacanzieri va però per la maggiore il modello – si fa per dire – della famiglia Cicciottachis, facilmente riconoscibile nei villaggi turistici, negli alberghi o nelle spiagge. I Cicciottachis non passano inosservati. I membri della famiglia sono tutti convintamente ed insanamente corpulenti. Al loro confronto chi ha solo qualche kg in più sembra uno smilzo. Il papà, un incrocio tra Obelix e Homer Simpson, affannato nell’impaccio di tante carne portata a spasso, pare una sorta di dio degli obesi a cui i giovani, pesanti virgulti devono obbedienza (l’ordine, assurdo, è sempre lo stesso: mangiare). La mamma, soffocata dall’adipe, è l’incarnazione, decisamente in carne, del “tubo digerente” teorizzato dal filosofo Feuerbach. I figli, degni dei genitori, sembrano scoppiare negli abiti: il maschio, 12enne, è all’incirca 100 kg di insalubre, spensierata pesantezza; la femmina, di qualche anno più piccola, tiene le mascelle in costante allenamento per raggiungere al più presto le vette del fratello.

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Per i Cicciottachis il cibo è un’ossessione: sono i primi a fare colazione, i primi a consumare il pranzo, i primi ad addentare la merenda, i primi ad accorrere al buffet della cena. La loro condotta compulsiva non ha soste, il ciclopico girovita viene alimentato costantemente, non passa un’ora senza un panino o una bibita ipercalorica. E quando il figlio o la figlia non riempiono adeguatamente il piatto del pranzo o della cena, interviene il pater familias Cicciottachis e impone – caso mai i “piccoli” rischiassero di deperire – un sonoro adeguamento della porzione. La giornata, trascorsa in assoluta staticità, finisce con un consistente gelato. Per poi ricominciare al solito modo: mangiando.

I rischi dell’obesità

I Cicciottachis, va da sé, non sono nient’altro che un’iperbole immaginaria (ma non troppo). Il problema dell’obesità, legato per non più del 50% a fattori genetici, è invece reale, preoccupante ed endemico, tanto che si calcola che nel 2030 la metà della popolazione mondiale sarà in grave sovrappeso. Nel nostro Paese la grassezza senza freni interessa soprattutto le generazioni più giovani: un bambino italiano su tre è ben al di sopra del peso forma, uno su dieci è obeso. Siamo ormai all’emergenza, i nostri ragazzi sono i più ciccioni d’Europa. Lungi dall’essere solo un problema di estetica e di salute personale, l’obesità – così come il suo opposto: l’ossessione di un corpo perfetto – ha serie implicazioni sociali ed incide su molte patologie – dal diabete al cancro, dai disturbi cardiovascolari (a 15 anni l’aorta di un obeso presenta già placche aterosclerotiche) a quelli respiratori – aggravando sensibilmente la spesa sanitaria.Per cercare di risolvere l’emergenza sovrappeso in alcuni Paesi si è ricorso a misure drastiche, tassando il “cibo spazzatura” o arrivando, com’è successo in Scozia, a togliere i figli obesi alla famiglia di origine. Da noi, come al solito, si cerca di far leva sulla scuola. Ma prima ancora di nozioni di educazione alimentare servirebbero un po’ di moto e un minimo senso della misura. Come quello che suggeriva al “giovin signore” di sostituire la cioccolata con il caffè quando “troppo intorno alle vezzose membra adipe cresce”.